A arte Invernizzi, inaugura L’Occhio Filosofico

In primo piano

ARICÒ, ASDRUBALI, CARRINO, CHARLTON, CIUSSI, DADAMAINO,
DECRAUZAT, DE MARCHI, MORELLET, NIGRO, PINELLI, QUERCI,
SONEGO, STACCIOLI, TORONI, UMBERG, VERJUX

A CURA DI MASSIMO DONÀ

INAUGURAZIONE

VENERDÌ 13 APRILE 2018  ORE 18.30

PERFORMANCE DI MUSICA E PAROLE CON MASSIMO DONÀ,
TOMMASO TRINI, MICHELE POLGA E DAVIDE RAGAZZONI

13 APRILE – 16 MAGGIO 2018

AaInvernizzi

La galleria A arte Invernizzi inaugura venerdì 13 aprile 2018 alle ore 18.30 la mostra L’Occhio Filosofico a cura del filosofo e musicista Massimo Donà, che intende creare un dialogo a tre voci tra arte, poesia e filosofia.

Come scrive Massimo Donà l’esposizione “si propone di far interagire l’occhio ’intellettuale‘ del filosofo e quello ’intuitivo‘ del poeta (entrambi sublimi facitori di parole) con quello ’sensibile‘, e più specificatamente ’visivo‘, dell’artista. Con il proposito di far emergere una serie di magiche corrispondenze; e soprattutto a partire dalla convinzione secondo cui artisti, filosofi, poeti, scrittori e musicisti sarebbero tutti ugualmente impegnati a far luce su un unico ’mistero‘: quello dell’esistere. Si tratta insomma di far emergere le più sottili e invisibili ’concordanze‘, e fors’anche la ’ritmica‘ che lega (logos-legein) in un unico svolgimento le raffinatissime testimonianze ‘discorsive’ di Carlo Invernizzi, quelle di Andrea Emo e quelle visive messe in opera dagli artisti – scelti in base alla specifica attenzione costantemente rivolta da ognuno di loro a ciò che, solo, può lasciar trasparire quanto, del reale, continua imperterrito a ’resistere‘ ad ogni volontà di addomesticante traduzione, costringendoci a cominciare ogni volta da capo. Situandoci in quella condizione impossibile, nonché inesperibile, per quanto necessaria e fors’anche esaltante, che, sola potrà forse rendere ragione del nostro altrimenti ’insensato‘ sentirci ’creatori‘“.

In quest’occasione gli scritti di Massimo Donà, del poeta Carlo Invernizzi e del filosofo Andrea Emo sono messi in relazione attiva con le opere esposte. Il percorso si articola sui due piani della galleria con l’intento di far emergere le possibili connessioni, relazioni e consonanze tra diversi linguaggi e ricerche. Così i lavori di Rodolfo Aricò, Carlo Ciussi, Philippe Decrauzat, Riccardo De Marchi, François Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Bruno Querci, Mauro Staccioli, Niele Toroni e Michel Verjux presenti al piano superiore sono messi in ideale connessione con la sezione pensata per la sala al piano inferiore, in cui si trovano le opere di Gianni Asdrubali, Nicola Carrino, Alan Charlton, Dadamaino, Nelio Sonego e Günter Umberg.

Durante l’inaugurazione della mostra Massimo Donà terrà un concerto con il suo Trio (composto, oltre che da Donà, alla tromba, da Michele Polga al sax tenore e da Davide Ragazzoni alla batteria). La performance jazzistica vedrà il trio impegnato, oltre che nell’esecuzione di alcune composizioni originali, anche a dialogare in modo estemporaneo con la voce di Tommaso Trini e con quella dello stesso Donà – chiamati, tutti insieme, a disegnare un’altra magica “relazione”: quella tra parola e suono. Forse, a dimostrazione del fatto che L’Occhio Filosofico non sarebbe tale se non invitasse tutte le più diverse forme espressive a connettersi per restituire, come in un’unica sinfonia, qualcosa che assomigli il più possibile al “ritmo originario” dell’esistere.

In occasione della mostra verrà pubblicato un volume con la riproduzione delle opere in mostra, un saggio introduttivo di Massimo Donà, poesie e scritti di Carlo Invernizzi, scritti di Andrea Emo e Massimo Donà e un apparato biografico.

A ARTE INVERNIZZI
VIA DOMENICO SCARLATTI 12  20124  MILANO  ITALY
TEL. FAX +39 02 29402855

Duality, bipersonale di Santiago Villanueva e Silke Natschke

In primo piano

ART IN Gallery presenta la mostra Duality , bipersonale degli artisti Santiago Villanueva e Silke Natschke , venerdì 23 marzo 2018 alle 19:00

Art-in-gallery

L’esposizione vede come protagonisti due artisti internazionali, Santiago Villanueva (Madrid, 1964) e Silke Natschke (Francoforte, 1971) che si confrontano sul tema della doppiezza attraverso tecniche e sensibilità differenti, mettendo in risalto l’anima duale dell’arte. Equamente divisa tra materia e concetto, la dualità nelle opere è data dal fascino della forma e dalla profondità del senso.

Santiago Villanueva plasma e manipola la materia fino al raggiungimento di un’armonia tattile e visiva. L’artista crea veri e propri contenitori emozionali dai colori brillanti e dalle forme compatte, realizzati in polistirene e resina poliestere con aggiunte di pigmenti stridenti e avvolte in una sottile patina di laccato lucido. In esposizione cinque sculture dalla serie “Ellipse” e la scultura site specific “Elipgota Roja”, opere dalle forme ellissoidali in cui il lavoro inizia e finisce in nessun punto specifico, mantenendo uno squilibrio equilibrato.

L’installazione “Two Faces” dell’artista tedesca Silke Natschke interpreta il tema di doppio e riflessione all’interno dell’astrazione. Frutto di una ricerca profondamente influenzata da concetti filosofici e letterari, l’artista, attraverso l’utilizzo di diversi materiali tra cui resine e specchi, crea opere in cui coesistono due volti diversi. Non esiste una gerarchia, ovvero non esistono un fronte e un retro, ma entrambe le parti rappresentano il tutto. Le opere di Silke evocano l’ambiguità dello stato umano: la riflessione mediante lo specchio offre spazio per un’escursione nelle domande sulla realtà e l’apparenza di essa.


 

Artisti: Santiago Villanueva, Silke Natschke
Titolo: Duality
Data inaugurazione: venerdì 23 marzo 2018, ore 19.00
Luogo: ART IN Gallery
Indirizzo: Via Telesio, 23a – 20145 Milano
Orari: da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 19:00 o su appuntamento
Chiusura mostra: sabato 12 maggio 2018

“DOCUMENTA, CHI SEI?”

“DOCUMENTA, CHI SEI?”
UNA DISCUSSIONE CON HADAM SZYMCZY, KHANS D. CHRIST, KOLJA REICHERT.

Venerdì 15 Dicembre, 19:30
Spike Berlin, Rosa-Luxemburg-Straße 45

Una conversazione sul futuro di Documenta, gli intrecci di mostre su larga scala, le opportunità e le sfide dei modelli di finanziamento pubblico, la strumentalizzazione delle mostre da parte dei politici e le questioni riguardanti la gerarchia della gestione finanziaria, il controllo politico e l’autonomia di un programma artistico e agenda.

Adam Szymczyk (Curatore di Documenta 14)
Hans D. Christ (Direttore Württembergischer Kunstverein Stuttgart)
moderato da Kolja Reichert (Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung).

Lo spazio è limitato, quindi assicurati di venire presto. 4 € di ingresso per sostenere il nostro programma. Bevande fino a tardi.

Spike

“DOCUMENTA, WHO ARE YOU?”
A DISCUSSION WITH ADAM SZYMCZYK, HANS D. CHRIST, KOLJA REICHERT.

FRIDAY, 15 DECEMBER, 7:30 PM
Spike Berlin, Rosa-Luxemburg-Straße 45

A conversation about the future of Documenta, the entanglements of large-scale exhibitions, the opportunities and challenges of public funding models, the instrumentalisation of exhibitions by politicians, and questions concerning the hierarchy of financial management, political control and the autonomy of an artistic program and agenda.

Adam Szymczyk (Curator of Documenta 14)
Hans D. Christ (Director Württembergischer Kunstverein Stuttgart)
moderated by Kolja Reichert (Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung)

Space is limited, so be sure to come early. €4 entry to support our programme. Drinks at the SYL bar until late.

Spike Art Quarterly · Loewengasse 18/13c · Vienna 1030 · Austria

Art One Shot

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Carola Masini, Reliquiario, 2010-2014

Carola Masini, Reliquiario, 2010-2014

Tre eventi d’arte, dedicati al lavoro di Antonio Del Donno, Carlo Grechi e Carola Masini, inaugureranno il calendario delle mostre organizzate da CoopCulture e curate da Romina Guidelli.

«Le prime tre tappe ART ONE SHOT – scrive Romina Guidelli curatrice della rassegna – vogliono essere un’occasione per accorciare le distanze tra spettatori e artefici, nell’intenzione di avvicinare ogni visitatore, alla poetica e all’opera degli artisti, ‘senza filtri’. L’arte contemporanea vive nei luoghi della nostra quotidianità. Per quanto ritenuta assolutamente fruibile, la distanza tra osservatore e osservata sembra ancora ‘tangibilmente’ presente, come se esistesse un limite di intendimento che necessita di ‘parole esperte’ e ‘luoghi deputati’ per essere valicato. Non è così. L’arte appartiene ai nostri luoghi e questi sono l’immagine della cura con cui interveniamo sul paesaggio per il piacere di abitarlo, identificarci con esso e renderlo panorama».

Calendario degli eventi:
Antonio Del Donno, 21 luglio ore 18.30 presso il Museo del Mare e della Navigazione Antica e aperitivo al Cortile delle Barrozze;
Carlo Grechi, 11 agosto ore 18.30 alla Casa del Nostromo con aperitivo al Cortile della Rocca;
Carola Masini, 9 settembre ore 18.30, presso la Sala Pyrgi e apertitivo al Cortile della Rocca.

Calendario delle mostre:
Antonio Del Donno, inaugurazione mostra: 16 settembre ore 18.30 opere in esposizione dal 16 al 30 settembre 2017;
Carlo Grechi, inaugurazione mostra: 21 ottobre ore 18.30 ; opere in esposizione dal 21 ottobre al 4 novembre 2017;
Carola Masini, inaugurazione mostra: 18 novembre ore 18.30; opere in esposizione dal 18 novembre al 2 dicembre 2017.


Info mostre
Castello di Santa Severa: Strada Statale 1 Via Aurelia, Km 52,600, 00058 Santa Severa, Santa Marinella RM
Incontro con l’artista gratuito
Prenotazione consigliata euro 2,00
Partecipazione fino ad esaurimento posti disponibili

Aperitivo euro 12,00. Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: 06.3996.7999
www.castellodisantasevera.it

Tutto si concede a chi porta luce

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Sabato 28 gennaio alle ore 18:30 la Galleria Honos Art di Roma presenta Tutto si concede a chi porta luce, mostra personale di Andrea Pinchi, a cura di Gianluca Marziani.

honosart

L’artista umbro presenta una sequenza di opere recenti dai formati variabili, create tra i silenzi ascetici ed ascensioni barocche del suo studio romano, a pochi passi dalla galleria. Intuizioni che vengono narrate attraverso pelli, carte, fogli di stagno, timbri e cartoni antichi e carte carbone fuori produzione. Geometrie rigorose, colori netti e contrastanti sono capaci di racchiudere temi morali e dilemmi filosofici con un risultato strabiliante, un valore assoluto che intreccia pazienza e conoscenza, uomo e talento, memoria e futuro.

L’uso di materiali consunti, metabolizzati dal tempo archeologico, è cucito seguendo  geometrie, colori e materiali secondo una planimetria cosmogonica e misteriosa che si confronta con la le passioni, gli incontri e le empatie dell’artista.

Seguendo l’indole narrativa di un linguaggio segnico, silenzioso per natura ma connesso al rito filosofico, dietro la forma si avverte il battito ideale di un cuore iconografico. Non accade spesso che l’opera emani l’aura del battito, perché occorre una fluidità narrativa che possa legare il singolo materiale a una progenie di contenuti aperti. Ebbene, di nuovo senza alcuna casualità, ecco il cuore ideale trasformarsi in un cuore stilizzato con le sembianze dello scudo: pura geometria aulica che Pinchi ha elaborato nelle ultime opere, quelle in cui l’aura del colore si trasforma in purissima energia, un riverbero dal sentore astrofisico e dalla presenza metaforica. I cuori aggiunti sembrano ali immobili ma accese, già in volo nel loro atto figurativo: si librano sul bianco e ribadiscono il codice sorgente di Pinchi, il suo generatore metafisico, la fluttuazione cosmica, l’esercizio vivo del dialogo.

Honos Art
Via dei Delfini 35, Roma

La memoria dell’ombra

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Carola Masini, Io sono.

Carola Masini, Io sono.

Stefano Trappolini, Memoria universale.

Stefano Trappolini, Memoria universale.

La Fondazione Carlo Levi, per celebrare la Giornata della Memoria 2017, per la prima volta ha commissionato dei lavori site specific a due artisti contemporanei, Carola Masini e Stefano Trappolini. La memoria dell’ombra è il titolo scelto per le due suggestive installazioni: due grandi lavori composti di numerosi pezzi, collocati su due pareti affrontate che, dopo un’ampia introduzione di vuoto, saturano lo spazio conclusivo della Fondazione.

Carola Masini firma Io sono, una installazione composta di 96 pezzi (ciascuno di 16 x 16 cm) per una dimensione complessiva di 203 x 135 cm.

Stefano Trappolini invece ha realizzato per la parete di fronte Memoria universale, assemblaggio di 60 pezzi nei quali l’apparente serialità è contraddetta dal segno personale e individuale affidato alla parola inscritta in ogni elemento.

Entrambi i lavori s’interrogano sul ruolo che l’arte può svolgere per salvare dall’oblio la memoria di tante presenze umane annullate dalla Shoah nella tragedia del secolo scorso, ma anche dalle rinnovate tragedie delle guerre e delle migrazioni di massa dei nostri giorni. Il tema è dunque quello della scomparsa, dell’annullamento, che si realizza in modo totale – come avevano “magistralmente” progettato i nazisti – quando anche il più piccolo segno di quella esistenza, talvolta affidato a testimonianze esilissime come una foto sbiadita, un frammento di lettera o di diario, viene scientificamente distrutto. Perché le cose, anche le più piccole e insignificanti, recano tracce labili ma persistenti della vicenda esistenziale di quella persona; e finché quelle tracce si rendono visibili, anche la memoria non è completamente ingoiata dal buio.

A introdurre le due istallazioni contemporanee ci sarà il dipinto di Carlo Levi Le donne morte o Campo di concentramento (II Lager presentito). «L’opera è dipinta a Firenze nel luglio del 1942, quando la realtà dei campi di concentramento non era per tutti che una vaga supposizione. Soltanto tre anni dopo le immagini dei mucchi di cadaveri scheletriti diventarono una spaventosa conoscenza visiva.[…]». Così l’autore presentava l’opera in una nota del catalogo della mostra Carlo Levi. Mostra antologica, tenutasi a Mantova nel 1974.

La mostra La memoria dell’ombra sarà visitabile presso i locali della Fondazione Carlo Levi in via Ancona 21 dal 27 gennaio al 28 febbraio 2017 ed è accompagnata da un catalogo con la presentazione di Daniela Fonti e gli scritti di Antonella Lavorgna, Carola Masini, Stefano Trappolini.


Fondazione Carlo Levi, via Ancona 21- 00187 Roma
Orari: lunedì-martedì-venerdì:15.00-19.00; mercoledì-giovedì:9.00-13.00
Contatti: 06. 44230740; info@carlolevifondazione.it; www.carlolevifondazione.it


Stefano Trappolini sarà ospite presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, martedì 17 gennaio ore 11.00, e interverrà sul tema: Dalla prospettiva nell’arte informale, bidimensionale, ad un’ipotesi progettuale. (Maggiori dettagli nella locandina)

locandina.cdr

Mario Nalli, Speco

Immagine

Dal 15 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017
Spazio Menexa, Roma
Testo critico Gianni Garrera

Mario Nalli, Speco,-2016. Olio su tela 95x85 cm

Mario Nalli, Speco,-2016. Olio su tela 95×85 cm

“Speco”, è la rappresentazione degli antri rupestri secondo la tecnica pittorica dell’artista, che propone la scoperta degli spazi nascosti e intimi che vengono celati all’interno dell’io più recondito. Le sue tele monocromatiche dipinte ad olio descrivono gli spazi chiusi e solitari della natura interpretati come morbidi panni che disorientano.

Gianni Garrera firma il testo critico, e ci dice che «Mario Nalli ottiene l’equivalenza assoluta tra le pieghe di una roccia e quelle di un broccato, tra i ghirigori di un calcare e di un panno. Se la prima suggestione di Nalli è un riferimento alle pareti della caverna platonica, in cui dovrebbero riflettersi le immagini (cioè le ombre) delle idee, in questa parete di caverna non si riflette alcuna idea, ma le immagini o le idee sono le pieghe e i frastagli della roccia stessa, che non funge da schermo, ma è in se stessa un gioiello».

L’artista ripercorre la propria strada e per completare l’esplorazione deve inoltrarsi nella propria grotta ed andare in profondità; ci svela la parte nascosta, taciuta, ma capiamo che è necessario l’uso delle forza interiore per arrivarci, è un viaggio mentale che bisogna percorrere in solitudine e che porta in fondo alla caverna dove riposa l’anima autentica e primordiale che ci avviluppa in un effimera e lieve danza di drappi.

Mario Nalli è il settimo artista che interviene nel ciclo di mostre Salto_nel_buio di Spazio Menexa indagando “gli spazi più nascosti e misteriosi dell’Io” ed attingendo al movimento drammatico delle emozioni, trasporta l’osservatore nel suo armonioso, soave e mutevole mondo, e ci rivela l’apertura di uno spazio che nessuna parola può evidenziare o comprendere; una dimensione dove lo spazio sfocato è l’immagine della forza che ritroviamo in ognuno di noi.


Spazio Menexa
Via di Montoro, 3 – 00186 Roma
T. +39 0666019323

 

aporia – group show

In primo piano

The Orange Garden presenta:
aporia
group show

26 ottobre – 9 novembre
a cura di Tommaso de Benedictis

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In occasione della prima edizione di Rome Art Week, dal 26 ottobre The Orange Garden è lieto di presentare aporia, una mostra collettiva di artisti emergenti, i cui lavori spaziano dalla fotografia alla scultura e dalla pittura alle installazioni concettuali e al video art.

Aporia – a·po·rì·a 

Difficoltà insolubile in cui si imbatte il ragionamento; il primo passo verso la consapevolezza.

Nello stato di aporia, di blocco mentale, siamo chiamati a riesaminare i nostri modi di pensare e di percepire il mondo che ci circonda. Ma per fare quel passo in avanti verso la consapevolezza l’individuo deve agire, decidendo di mettersi in discussione.

In quale modo le nostre azioni o inazioni determinano il nostro rapporto con l’ambiente? In che maniera il nostro microcosmo influenza il macrocosmo? Come può la nostra percezione influenzare il rapporto con gli altri?

Proponiamo uno stato in cui le differenze non sono più in conflitto e la polarizzazione non è più una forza discordante, ma costruttiva e benefica. Questo stato non nasce dalla completa comprensione di tutte le vie alternative possibili, ma dallo sforzo di metterle in relazione. L’obiettivo è di creare una struttura organica dove la tensione stessa, nata dal discordo tra questi ideali, diventa fautrice dell’unificazione di forze antitetiche. Le opere in Aporia si prestano come espressione di questa relazione tra concetti dicotomi.

Artisti:
Leonardo Crudi b. 198, vive e lavora Roma
Gaia di Lorenzo b. 1992, vive a lavora a Roma
Eleanor Begley b. 1993, Oxford University, Oxford
Pietro Pasolini b. 1992, vive e lavora tra New York e Capalbio
Rene Wagner b. 1983, vive e lavora a Kassel
Carlotta Roma b. 1994, Slade School of Art, Londra
Lucrezia de Fazio b. 1992, Central St. Martins, Londra
G.B. Group

Studio 123
Via dei Volsci 123, Roma
Entrata Gratuita

E LA NAVE VA

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Vincenzo Pennacchi
a cura di Gaia Conti
6/22 Luglio 2016. Opening : 5 Luglio 2016, ore 18.35

pennacchi

II secolo a.C., Creta, Tempio di Cnosso – 2016, Velletri, Chiesa di San Francesco. Un balzo nel passato a rispolverare l’incipit del mito di Minosse e il Minotauro e un ritorno al futuro per acquisire coscienza della nuova fatica dell’artista Vincenzo Pennacchi. Una chiesa sconsacrata è il luogo della messa in scena di un lavoro che indaga il significato psicologico della percezione. Oltre un anno di sforzi per portare a termine quello che l’artista stesso definisce come un “labirinto esperienziale”.

Forme labirintiche si trovano in pressoché tutte le civiltà conosciute e il labirinto è una delle metafore centrali nella storia della cultura occidentale. È simbolo di smarrimento e allo stesso tempo di introspezione, un luogo di erranza, ma con permanenza limitata. Il labirinto di Vincenzo non è disegnato sul pavimento della Chiesa, come quelli medievali, ma la sua struttura si erge nel centro dello spazio con le sembianze di un grande parallelepipedo.

L’entrata immette in un percorso lineare, un tragitto essenziale, un pellegrinaggio ideale. Solo che le pareti sono specchi e come dei moltiplicatori d’identità costringono ad un costante confronto con il proprio riflesso. Da un ingresso ad un centro. Il percorso prosegue verso il fulcro dell’opera che va oltre l’apparenza di una “domus”, cifra stilistica dell’artista, trasfigurandosi invece nella prua di una “nave” – come una ripartenza. Uno scontro obbligato con la prospettiva che trasporta verso l’ultima prova: accovacciarsi per guadagnare l’uscita. E il cammino di rigenerazione è completo.

Il labirinto di Pennacchi è un viaggio individuale e allo stesso tempo collettivo tra dedali fisici e mentali che crea una connessione tra i miti arcaici e i simboli dell’inconscio. Un percorso che porta il fruitore a dimenticare intenzionalmente ogni direzione, a seguire un flusso di pensieri che conduce ad una fine del viaggio senza dover squarciare i muri, come fecero Dedalo ed Icaro, e lasciando lo spirito libero di prendere il volo verso il Sole.

E LA NAVE VA è un titolo, ma allo stesso tempo una direzione verso cui tendere con una nuova consapevolezza e comprensione del mondo, un nuovo inizio.


PRANZO DOMENICALE del precipitare della dissoluzione
Angelo Colagrossi – Mauro Magni – Vincenzo Pennacchi
a cura di Fabio Benincasa

Artisti in dialogo per un’indagine del rapporto fra senso del sacro e quotidianità del profano. Si inaugura il 5 luglio a Velletri, nell’affascinante spazio della chiesa sconsacrata di San Francesco, PRANZO DOMENICALE del precipitare della dissoluzione, installazione collaborativa frutto del sodalizio umano e professionale di Angelo Colagrossi, Mauro Magni e Vincenzo Pennacchi. La suggestiva aula vuota dell’antica chiesa posta lungo la via Francigena diviene il luogo ideale nel quale articolare un dialogo non solo fra esperienze artistiche, ma anche tra diverse forme d’arte: pittura, scultura, architettura.

PRANZO DOMENICALE del precipitare della dissoluzione si presenta come un equilibrato assemblaggio fra opera pittorica e scultorea. L’enorme mandorla di oltre sette metri dipinta da Colagrossi e Magni sovrasta il desco e la coppia di commensali realizzati da Pennacchi, posti simbolicamente nel fulcro absidale del tempio. Legno, lamiera, specchio e tecnica mista su tela evocano così un’agape contemporanea proiettata sulla soglia di una sempre attesa ma ambigua ierofania.

Il momento quotidiano del pasto è qui trasfigurato artisticamente profanando e allo stesso tempo riconsacrando artisticamente l’antico impianto della chiesa, celebrando un possibile ruolo rituale delle arti nel guidarci verso la manifestazione di un senso sacro nella realtà. Senso che tuttavia appare perennemente compromesso da oscuri presagi, un clinamen meccanicistico che vede la precipitazione di lettere e oggetti, un coltello che invece di tagliare il cibo penetra un personaggio, una stoviglia che, vuota, si fa specchio riflettente dell’attesa metafisica dei personaggi e dunque del pubblico.

Ad amplificare l’indagine di PRANZO DOMENICALE del precipitare della dissoluzione è il contemporaneo dialogo con un’altra opera di Pennacchi, il labirinto sensoriale di E LA NAVE VA a cura di Gaia Conti, che si inaugura lo stesso giorno, e che alludendo a un necessario percorso iniziatico riporta la meditazione sul sacro e sul quotidiano al racconto mitico e all’infinita semiosi alchemica. Completano la mostra alcune opere pittoriche dei tre artisti che costituiscono un eccezionale corollario per la comprensione dei loro temi e percorsi.


6/22 Luglio 2016. Opening : 5 Luglio 2016, ore 18.30
Lun/Sab: ore 10-12.30 16.30-19.00
Velletri, Chiesa sconsacrata di S. Francesco
Vicolo S. Francesco (Casermaccia)

 

 

Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera

In primo piano

Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento

Palazzo Corvaja, Taormina
19 Luglio – 16 Ottobre 2016

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La mostra è nata dalla collaborazione tra Taobuk Taormina International Book Festival e Artelibro Festival del Libro d’Arte.
L’esposizione, che anticipa la VI edizione di Taobuk (10-16 settembre 2016), il festival delle Belle Lettere fondato e diretto da Antonella Ferrara e Franco Di Mare, è un viaggio tra i protagonisti del XX secolo attraverso l’ampia e variegata raccolta iniziata nei primi anni Sessanta dall’artista ed editore d’arte Ezio Gribaudo.

Ezio Gribaudo (Torino, 1929) si è misurato in prima persona e con successo con la sperimentazione pittorica, scultorea e grafica, ma grazie alla sua lunga e fertile attività di editore d’arte prima con Le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo e poi con Fabbri Editori, e alla sua passione per il collezionismo, ha saputo creare e mantenere un attivo e prolifico dialogo con le personalità artistiche più importanti del XX secolo. Una fitta rete relazionale di frequentazioni e sinergie che ha suggerito di inquadrare la progettualità dell’intellettuale piemontese nel concept dell’edizione 2016, dedicata ad un tema – “Gli Altri” – che postula la necessità dell’apertura, del confronto. E nell’atteggiamento verso l’alterità, rileva in Ezio Gribaudo la predisposizione a coltivare una blasonata pluralità di contatti, maturata e mantenuta nel tempo, alla ricerca dell’altro e dell’altrove.
Le opere in mostra presenteranno un notevole spaccato del contesto culturale e artistico del Novecento, grazie alle relazioni con grandi artisti di cui Gribaudo fu amico, editore e collaboratore, quali Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Hans Hofmann, Hans Hartung, Joan Mirò, Henry Moore, Francis Bacon, Graham Sutherland, Renato Guttuso, Fernando Botero, Jean Dubuffet, Man Ray, Conrad Marca-Relli.
Straordinaria la raccolta di opere, disegni, fotografie, documenti e testimonianze raccolti da Gribaudo nel corso della sua vita, parte dei quali saranno esposti in mostra, accanto ai libri che contribuì a creare a partire dal 1960, tra i quali le Grandi Monografie Fabbri, dedicate a personalità del calibro di Alberto Burri, David Alfaro Siqueiros, Willem de Kooning, Louise Nevelson. Su iniziativa di Gribaudo, alcune copertine furono concepite come interventi artistici inediti degli artisti, come il Taglio realizzato da Lucio Fontanaper la copertina della monografia a lui dedicata e scritta dal critico Michel Tapié, o i progetti di Pierre Alechinsky, Hans Hofmann, Hans Hartung, Graham Sutherland, Antoni Tàpies, solo per citarne alcuni.

La mostra raccoglierà anche alcune opere d’arte realizzate dallo stesso Ezio Gribaudo e dei suoi libri d’artista, una delle forme-oggetto a lui più care, alcuni dei quali in esemplare unico con aforismi inediti di Antonio Tabucchi e altri in edizione limitata, tra cui Lo Scultore di carta del 1975, Logogrifi realizzato con il raffinatissimo editore Vanni Scheiwiller nel 1970, fino alle recenti Avventure di Pinocchio realizzate da Tallone nel 2014.
A concludere il percorso, la proiezione del breve documentario su Ezio Gribaudo La Magia bianca di Marco Agostinelli, prodotto nel 2015.

Paola Gribaudo. Libri e librini

In esposizione saranno presenti anche alcuni dei piccoli volumi che costituiscono la Collana Disegno Diverso, ideata da Paola Gribaudo, figlia di Ezio e sua più fidata collaboratrice fin da giovanissima, e alcuni dei libri più significativi da lei realizzati nel corso di 35 anni di attività, tra cui l’ultimo, il n. 1000, che racconta la sua personale avventura editoriale.
In conclusione della mostra parte dei volumi esposti curati da Paola Gribaudo saranno donati alla Biblioteca Comunale S. Agostino di Taormina. www.paolagribaudo.org
In occasione della mostra sarà presentato il catalogo Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento. Paola Gribaudo, libri e librini, edito da Gli Ori. Un’edizione speciale che non solo documenta l’esposizione ma offre anche una lettura sull’editoria d’arte attraverso la storia di Ezio e Paola Gribaudo.

Taormina International Book Festival

Proseguendo la storica vocazione di Taormina come culla dell’incrocio di culture e della Bellezza, il Festival Taobuk ha restituito alla città il primato di capitale delle Belle Lettere. Protagonisti della letteratura mondiale e dell’arte, del giornalismo e delle istituzioni si ritrovano a Taormina guardando a temi cardine dell’attualità da un osservatorio privilegiato.
Con un programma ricco di grandi mostre e progetti innovativi, la kermesse si svolge grazie al sostegno del Comune di Taormina e della Regione Siciliana, con il concorso di autorevoli partner privati come l’Associazione Albergatori di Taormina www.taobuk.it

Artelibro Festival del Libro d’Arte

Dalla sua fondazione nel 2003 e per le sue undici edizioni successive, Artelibro ha trasformato Bologna nella capitale del libro d’arte contemporaneo, antico e di pregio, coinvolgendo tutte le più importanti istituzioni cittadine, pubbliche e private, nell’organizzazione di mostre, conferenze, laboratori didattici e incontri professionali, oltre alla grande mostra mercato di Palazzo Re Enzo, sua sede principale. Oggi l’obiettivo di Artelibro è quello di patrocinare nuove iniziative e partnership su tutto il territorio nazionale.www.artelibro.it


 

Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera
Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento

Palazzo Corvaja, Taormina
19 Luglio – 16 Ottobre 2016

Orari: 10 -23
Biglietto: € 7,00

Enti Promotori:
Taobuk Taormina International Book Festival
Presidente: Antonella Ferrara
Direttore: Artistico Franco Di Mare
Artelibro Festival del Libro d’Arte
Presidente: Maddalena Bracchetti

Con il patrocinio di:
Città di Taormina
Sindaco: Eligio Giardina
Assessore alla Cultura: Mario D’Agostino
Dirigente Ufficio Cultura: Giovanni Coco

Progettazione e Ufficio Stampa a cura di:
Artelibro e Noema
Assicurazione: Aon
Trasporti: Floridia Allestimenti Museali
Progettazione grafica: Freddy Fuss
Catalogo edito da Gli Ori a cura di Paola Gribaudo

Si ringraziano:
Paola ed Ezio Gribaudo, Eligio Giardina, Mario D’Agostino, Giovanni Coco, Geri Muscolino, Italo Mennella
Collezione privata Ezio Gribaudo www.eziogribaudo.com